Dal rapporto “Guardiamo al Futuro: la conoscenza” emerge una distribuzione diffusa degli investimenti programmati. Le aree urbane concentrano il maggior numero di opere e risorse, ma anche le aree interne rappresentano una componente fondamentale della strategia di sviluppo regionale.
La programmazione delle opere pubbliche disegna una geografia dello sviluppo che coinvolge l’intera Umbria. È quanto emerge dal rapporto Guardiamo al Futuro: la conoscenza di Ance Perugia, che analizza la distribuzione territoriale degli interventi previsti nel triennio 2026-2028 tra aree urbane e aree interne.
L’analisi dei piani triennali delle principali stazioni appaltanti mostra infatti come la programmazione si articoli tra aree urbane e aree interne, secondo la classificazione adottata dalla Regione Umbria. Due realtà diverse per caratteristiche e bisogni, ma entrambe protagoniste delle strategie di investimento previste per il triennio 2026-2028.
Le aree urbane concentrano 534 opere pubbliche, pari al 36% del totale regionale, per un valore complessivo superiore a 622 milioni di euro. Le aree interne contano invece 452 interventi, pari al 30% del totale, con una programmazione che supera i 389 milioni di euro.
I dati evidenziano come lo sviluppo regionale non si esaurisca nei principali centri urbani, ma coinvolga in modo significativo anche i territori più periferici, chiamati a svolgere un ruolo importante nella crescita economica e sociale dell’Umbria.
Tra le aree interne spicca in particolare la Valnerina, che registra oltre 200 milioni di euro di investimenti programmati e 191 opere previste, confermandosi uno dei territori con la maggiore intensità di intervento dell’intera regione. Un risultato legato anche al percorso di ricostruzione e rilancio seguito agli eventi sismici che hanno interessato l’area.
Il rapporto propone quindi una lettura dello sviluppo regionale fondata non soltanto sull’entità delle risorse disponibili, ma anche sulla loro distribuzione territoriale, evidenziando la necessità di valorizzare sia i poli urbani sia le aree interne come componenti complementari di una strategia di crescita equilibrata e sostenibile.
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