Al via il confronto con i sindacati per il rinnovo del contratto integrativo. ANCE sottolinea la necessità di nuove strategie per affrontare la fase di flessione del settore e le criticità legate alla manodopera.
È iniziata in Umbria la trattativa con i sindacati per il rinnovo del contratto integrativo dell’edilizia.
Il confronto parte dall’analisi di un settore che negli ultimi anni ha vissuto una fase espansiva, sostenuta da misure straordinarie come il Superbonus, il PNRR, la ricostruzione post-sisma e gli investimenti pubblici in infrastrutture, ma che oggi, con il venir meno di molti di questi strumenti, richiede una nuova strategia per affrontare una possibile fase di flessione.
Per ANCE, il rinnovo del contratto integrativo, oltre agli aspetti economici, deve rappresentare anche un’occasione per affrontare alcune criticità, a partire dalla difficoltà di reperire manodopera, in particolare qualificata. In questo contesto, un contributo può arrivare anche dall’utilizzo delle nuove tecnologie, con benefici sia sul piano della sicurezza sia nella gestione del cantiere.
È inoltre evidente che il confronto a livello regionale, pur tenendo conto delle specificità territoriali, dovrà inserirsi in un contesto nazionale e internazionale caratterizzato da forti tensioni geopolitiche, che stanno determinando un aumento dei costi di produzione e crescenti incertezze sull’approvvigionamento dei materiali e sull’esecuzione di alcune opere.
Su queste basi, ANCE Umbria e le due associazioni territoriali di Perugia e Terni confermano la disponibilità a un confronto responsabile e costruttivo con le parti sociali, con l’obiettivo di individuare soluzioni, anche innovative, capaci di garantire la tenuta del settore e sostenere sviluppo, modernizzazione del territorio, sostenibilità e adeguati livelli occupazionali.
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